apr 13, 2017

In cammino con Francesco Stefani lungo il tracciato della antica Via Clodia


Francesco Stefani (ass. Forum Clodii)
Francesco Stefani (ass. Forum Clodii)
Il Cammino della Terra Comune ripercorre in larga parte il tracciato della antica Via Clodia. Durante questa seconda tappa avremo modo di scoprire lunghi tratti di questa strada romana. Per l’occasione sarà nostro speciale cicerone, Francesco Stefani, socio dell’associazione Forum Clodii, che ha riscoperto larghi tratti di questa antichissima strada
Francesco Stefani (Forum Clodii)
La via Clodia
La via Clodia a Bracciano
La via Clodia a Bracciano
Intorno all’inizio del terzo secolo a. C., i Romani costruirono un asse viario potente per presidiare i territori etruschi conquistati, per assicurarsi un rapido intervento militare e per collegare tra loro i vecchi insediamenti con le nuove colonie di recente fondazione. Ad esso venne dato il nome di via Clodia dal magistrato che ne curò la realizzazione.
La via coincideva nel primo tratto con la Cassia dalla quale si separava alcuni chilometri fuori Roma nei pressi della Storta. Si dirigeva verso il lago Sabatino, e da qui ripartiva in direzione del colle di Oriolo per immettersi nell’Etruria interna, toccando Blera, Tuscania, Saturnia.
La Fiora a Manziana, il bosco che protegge le sorgenti da cui partono gli acquedotti è dell’Università Agraria di Manziana
Attorno alla Clodia si insediarono e si svilupparono fattorie e ville rustiche, che nella nostra zona occuparono, particolarmente numerose, i terreni più fertili di Bracciano, Manziana, Canale Monterano. Il punto di riferimento di queste fiorenti aziende agricole si stabilizzò nella nuova città di Forum Clodii, che si pose in modo strategico lungo il tracciato della importante arteria.
Forum Clodii
Via Clodia
La Via Clodia, da via della Matrice in direzione di Oriolo
La città, attraversata nella sua lunghezza dalla via, sorse sulla collina di San Liberato nei pressi delle rive del lago Sabatino. Divenne capoluogo di prefettura e si impose come uno dei centri più importanti dell’Etruria romana. La sua giurisdizione si estendeva su un ampio territorio, che comprendeva il lago, il monte Sassano, l’alta valle del fiume Mignone e l’acrocoro della Tolfa.
La piazza principale, fulcro della vita cittadina, era situata nei pressi dell’attuale chiesetta alto-medioevale di san Liberato, costruita sulle fondamenta del tempio dedicato all’imperatore Augusto. Abbandonata a causa delle devastazioni barbariche, la città cadde in rovina e non è più risorta. Da quindici secoli i suoi resti sono sepolti nel terreno, che non è mai stato oggetto di indagini archeologiche sistematiche. Il suo florido passato è testimoniato da tanti reperti, lapidi, iscrizioni che sono affiorati nel passato e che tuttora affiorano casualmente in occasione di lavori agricoli.
Il territorio che ne ricopre gran parte dei resti conserva il nome antico: la macchia della Fiora, cioè la macchia del Forum, andato in rovina come l’importante strada romana che l’attraversava.
Il cammino delle terre comuni
La parte iniziale del percorso di domenica 23 aprile si snoda costeggiando la macchia della Fiora. Partendo da Manziana arriva al fosso di Boccalupo, dove incrocia l’antica strada medioevale che collegava San Liberato-Forum Clodii alla parte nord-occidentale del territorio, cioè al borgo fortificato di Monterano, ai centri che punteggiavano le montagne tolfetane e alla strada di fondovalle che seguiva il corso del Mignone fino alla foce. Quindi si prosegue per Pisciarelli e Bracciano alla ricerca di altre notevoli testimonianze del nostro passato e delle vivaci tradizioni che si tuttora sopravvivono da epoche remote.
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