L'identità

Terra comune, il polmone della metropoli

La presenza di aree così ampie amministrate dalle Università Agrarie all’interno dell’Area Metropolitana di Roma, è uno dei cardini di questo progetto di valorizzazione delle terre comuni. Centinaia di ettari di boschi e di pascoli distribuiti in un territorio così delicato, costituiscono un valore irrinunciabile che va mantenuto, consolidato e valorizzato.

Queste aree interessate sono infatti delle vere e proprie oasi verdi all’interno di un territorio che ha visto, negli ultimi anni, una continua e costante espansione demografica accompagnata da un significativo consumo di suolo. Negli ultimi 15 anni si è infatti assistito a un incremento demografico pari a circa 9 mila abitanti distribuiti nei nuovi quartieri di Bracciano e nei Comuni di Manziana e di Canale Monterano.

Davanti a numeri di questa importanza, l’idea di sostenere, valorizzare e mettere in rete tra loro questi territori, assume una valenza strategica prioritaria. Del resto, all’interno di una così vasta area metropolitana, così suscettibile ed esposta a rischi di eventi avversi, la presenza di ampie aree verdi, resistenti a fenomeni di ulteriore urbanizzazione, favorisce una mitigazione dei rischi connessi.

Infine, ad accrescere il valore e la rilevanza ecologica e ambientale, occorre ricordare che su questi terreni trovano spazio le aree di raccolta delle preziose sorgenti che alimentano il bacino del Lago di Bracciano, riserva idrica strategica di tutta la Città di Roma.

Istituzione di prossimità

Altrettanto importante è stato il ruolo delle Università Agrarie nell’ambito della formazione e della assistenza alla produzione agricola. In particolare, attraverso l’organizzazione di progetti specifici di formazione e attraverso attività informativa per quel che concerne i piani di sviluppo rurale e i rischi derivanti dalla diffusione dei patogeni in ambiente agricolo e forestale.

Economia

Il ruolo economico principale è quello della regolazione degli usi civici, su tutti pascolo e raccolta del legname. Tuttavia, negli anni, le Università Agrarie hanno investito direttamente nel settore zootecnico e della trasformazione agroalimentare, anche attraverso la realizzazione di progetti di economia circolare. Hanno inoltre favorito progetti di filiera corta in collaborazione con gli imprenditori locali, come avvenuto con il pane a km 0 di Manziana.

Assistenza e formazione

Altrettanto importante è stato il ruolo delle Università Agrarie nell’ambito della formazione e della assistenza alla produzione agricola. In particolare, attraverso l’organizzazione di progetti specifici di formazione e attraverso attività informativa per quel che concerne i piani di sviluppo rurale e i rischi derivanti dalla diffusione dei patogeni in ambiente agricolo e forestale.

Cultura eventi tradizione

Uno degli ambiti dove le Università Agrarie hanno trovato uno spazio e un ruolo di istituzione di prossimità è senza dubbio quello legato alla cultura, grazie all’organizzazione di eventi e manifestazioni legate alla tradizione popolare. Eventi che sono molto utili per rafforzare il legame comunitario presente in queste antiche istituzioni.

Resilienza

Sono sempre più frequenti poi le occasioni in cui le Università Agrarie si trovano a partecipare alla definizione di progetti complessi e articolati che hanno come obiettivo quello del finanziamento di iniziative che puntano alla valorizzazione del territorio, al recupero di aree dismesse e alla mitigazione del rischio idrogeologico.

Un chiaro esempio di questa tipologia di partecipazione si è avuto quando l’Università Agraria di Manziana ha realizzato il Progetto Life Monti della Tolfa e, attraverso la partecipazione al Bando Turas della Commissione Europea, ha avviato un progetto per la riqualificazione dell’area mineraria Ex Motosi.

Inoltre, come dimostra la cronaca recente, questo particolare segmento dell’Area Metropolitana di Roma si è dimostrato un territorio fragile e vulnerabile al rischio crescente di eventi naturali avversi. Nel solo autunno 2016, due distinti episodi hanno guadagnato la cronaca nazionale: a settembre una bomba d’acqua ha colpito Manziana, mentre a novembre un uragano si è abbattuto su Cesano. In entrambi i casi, le Università Agrarie si sono attivate per prestare pronto soccorso e contribuire alla gestione della crisi.

Occorre poi sottolineare che la presenza di aree verdi così ampie ha contribuito a contenere e mitigare i danni prodotti. In uno scenario globale in cui, proprio questo tipo di eventi dovrebbe aumentare in termini di frequenza e di intensità, la presenza sul territorio di amministrazioni che hanno come obiettivo quello di conservare migliaia di ettari di territorio a bosco e a pascolo, non può che essere considerato un elemento di fondamentale resilienza.

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